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Grazie a Emanuela Cavallo per l’intervista.

 

Intervista pubblicata nell’edizione locale de “Il Giornale” del 14 maggio 2018

 

 

Cristina Ponzanelli è la vera e propria sorpresa delle amministrative sarzanesi. Emersa all’ultimo istante, come un vero e proprio coniglio dal cilindro da parte di Giovanni Toti, Giacomo Giampedrone e il relativo entourage, ha già mostrato di essere molto più che un outsider in campo nella Sarzana ancora fortino rosso, ma mai così in bilico. Avvocato del foro spezzino e giudice onorario nel Tribunale di Massa da ormai 15 anni – a dispetto dei suoi soli 42 – in un attimo il nome di Cristina Ponzanelli ha riunito, compatta, tutta la coalizione di centrodestra: sbloccando una trattativa tra i partiti che sembrava ormai in stallo, ma ritrovandosi quindi tutti coerenti col modello politico proposto dal presidente Giovanni Toti che in tre anni ha colorato di azzurro una regione storicamente rossa. Molto della scelta è probabilmente dovuto alla tranquillità e ai modi gentili ed eleganti dell’avvocato Ponzanelli, che sanno andare di pari passo alla sua determinazione, forgiata dall’esperienza umana e professionale acquisita nel tempo. Mamma di due bimbi, ha vissuto la tragedia della malattia di uno di loro, trovando la forza di trasformarla in energia positiva col suo ruolo attivo nell’associazione SMA che aiuta le famiglie vittima di di questo terribile male.

Come nasce l’idea di candidarsi?

«Con una proposta del Presidente Toti e della coalizione a mio sostegno. Ho deciso in un attimo: sono sarzanese da sempre, Sarzana e i miei concittadini hanno segnato ogni momento della mia vita. Mi hanno accompagnato nei momenti più entusiasmanti, e sorretto in quelli più difficili. Ho intuito che era arrivata l’occasione per restituire loro qualcosa.»

Che reazione c’è stata in famiglia e tra gli amici?

«Di sorpresa, perché mai nella mia vita avevo pensato alla politica come presente e futuro. Del resto ho una mia professionalità costruita negli anni, con dedizione e sacrificio, di cui vado fiera. Insieme alla sorpresa iniziale, ho riscontrato tanto sostegno da parte di tutti: nessuno mi ha chiesto di non compiere questo passo e mi hanno invece incoraggiato, mossi tutti probabilmente dall’entusiasmo di un’avventura difficile quanto appassionante.»

Come sta vivendo la campagna elettorale?

«Con grande entusiasmo. Sarzana è la mia casa e tutti i giorni della mia vita ho passeggiato tra le sue strade, nei suoi quartieri, vivendo quasi ogni sua realtà. Dall’annuncio della candidatura, non c’è stato giorno che non abbia ricevuto sostegno e invito ad andare avanti. A Sarzana qualcosa sta cambiando, dopo decenni: tra immobilismo e speranza di cambiamento, Sarzana sta scegliendo di cambiare. E non ha più paura a mostrarlo.»

Sarzana è una piazza difficile da strappare al centrosinistra, secondo lei? 

«Le rispondo con grande sincerità: non abbiamo dubbi di poterci presentare al ballottaggio e di vincere. La nostra coalizione è l’unica che può incarnare davvero un cambiamento radicale di persone, metodi, storie, visione. Ed è esattamente ciò che chiedono i sarzanesi. Il cambiamento, del resto, è soltanto un’idea di buon senso in una città ormai avvolta in una spirale di depressione e sottosviluppo: è un’idea che non è di destra, né di sinistra. Sarzana non può e non deve più essere ostaggio della politica e di un solo partito. Vuole aprirsi ad energie positive ed innovative. Da giugno il palazzo comunale tornerà ad essere casa di tutti i sarzanesi.»

Tre priorità per Sarzana 

«La sicurezza, la lotta al degrado, una nuova visione di città aperta, internazionale, europea. L’emergenza assoluta dell’insicurezza è purtroppo sotto gli occhi di tutti: microcriminalità e degrado imperano in vaste aree, oggi buie, abbandonate ed inaccessibili. La ricetta è semplice: più controlli, meno buonismo. Un patto subito con la questura e la prefettura che vada in questa direzione. La sicurezza, del resto, viaggia di pari passo con la lotta al degrado: contrasto serio all’abusivismo, arrederemo la nostra città, le nostre piazze e le nostre strade con più luce. Dobbiamo restituire le periferie, la stazione centrale, i giardini e la nostra città ai sarzanesi e alle nostre famiglie, senza dimenticare chi vive fuori dalla città. La sera, da perla che attirava chiunque da fuori, Sarzana si è svuotata. Porteremo da subito una visione più aperta, che guardi agli esempi internazionali e a un futuro di sviluppo, sempre orgogliosi del nostro patrimonio e della nostra storia.»

Un motto.

«Cito Martin Luther King: “Potete non essere responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.” A cinquant’anni dalla sua morte, sempre attualissimo.»

Una figura a cui si ispira.

«Giovanni Paolo II, il papa con cui sono cresciuta. Si rivolgeva ai giovani con parole semplici: “non abbiate paura”. Il futuro si costruisce ogni giorno, con la positività di saper guardare avanti e senza la paura di guardarsi alle spalle.»

Un film preferito

«L’attimo fuggente, di Peter Weir  con Robin Williams. La storia di chi sa credere nel futuro e cogliere gli attimi, senza mai lasciarsi fermare da un presente o da un passato difficile.»

Che in fondo, raccontata così, sembra proprio la storia di Cristina Ponzanelli.

Emanuela Cavallo

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